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Nel corrente mese di marzo 2026 riparte la contrattazione collettiva nazionale di lavoro del Comparto e dell’Area Istruzione e Ricerca: il settore più grande e più complesso di tutta la pubblica amministrazione contrattualizzata.

In data 11 marzo 2026 si avvia la trattativa per il triennio 2025/2027 del Comparto che dovrà affrontare la parte normativa del rapporto di lavoro e quella economica. L’ultimo CCNL del 23 dicembre 2025, relativo al triennio 2022/2024, si è occupato prevalentemente degli aspetti economici e in parte del tema riguardante le relazioni sindacali.

Il 16 marzo 2026 parte la trattativa dell’Area per il triennio 2022/2024 con riferimento alla parte normativa e a quella economica. È di palmare evidenza il fatto che il CCNL dell’Area per il 2022/2024, riguardante i Dirigenti, si avvia in grave ritardo e per ultimo rispetto alle altre aree dirigenziali.

Le risorse finanziarie disponibili, ancorché non adeguate, sono già presenti nel bilancio dello Stato e costituiscono la precondizione necessaria per arrivare a una conclusione positiva in tempi ragionevoli.

Per Dirigenti scolastici e Direttori SGA sarebbe doveroso che le somme già disponibili venissero integrate con i risparmi di spesa derivanti dal dimensionamento della rete scolastica - stabilito dai Decreti Interministeriali n. 127 del 2023 e 124 del 2025 - che ha determinato una significativa riduzione di organico pari a 547 unità per ciascuna delle due categorie interessate (- 475 per l’a.s. 2024/2025, - 60 per l’a.s. 2025/2026, - 12 per l’a.s. 2026/2027). Il dimensionamento, già effettuato e ancora in corso, comporta la riduzione del numero delle autonomie scolastiche (da 7.936 a 7.461, poi a 7.401 e infine a 7.389) e conseguente maggiore complessità delle stesse con aggravio di lavoro e responsabilità per Dirigenti e Direttori.

Nell’ambito del Comparto è doveroso ritornare sul tema dell’ordinamento professionale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, così come definito dal CCNL del 18/01/2024 per il triennio 2019/2021, per un cambiamento radicale con particolare riferimento alla disciplina (pessima) riguardante i Direttori SGA.

Incomprensibile l’istituzione di una posizione di lavoro su un posto che esiste nell’organico di diritto dall’a.s. 2000/2001 e che è destinato ad esistere, come stabilito dai Decreti Interministeriali del 2023 e 2025 sopra espressamente richiamati.

Del tutto irragionevole che una posizione di lavoro corrispondente a un posto in organico costituisca oggetto di un incarico a termine. Completamente assente la disciplina della copertura dei posti di Direttori SGA senza il titolare: carenza che è stata colmata con una discutibile normativa del contratto integrativo nazionale in tema di utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. Pessima la disciplina della sostituzione del titolare dell’incarico di Direttore SGA, nei casi di assenza breve o lunga.

Questo insieme confuso e carente di regole ha generato innumerevoli difficoltà e ha portato il Ministero a definire, tra settembre 2024 e maggio 2025, ben cinque format di incarico e altrettanti scenari sul trattamento economico. In siffatte condizioni il cambiamento è un atto dovuto al quale le parti in trattativa, il Ministero competente e il Governo non possono (e non devono) sottrarsi.

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