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Nel precedente editoriale del mese di gennaio abbiamo scritto del 2020 come di un anno più che particolare. Ora scriviamo dell’avvio del 2021 che rappresenta l’inizio del terzo decennio di questo terzo millennio: un dato di fatto che si presta al “gioco di parole”.

Nel mondo, in Europa e in Italia, non può certo dirsi, purtroppo, che la partenza sia stata ottimale:

  • il 6 gennaio 2021, un gruppo di rivoltosi istigato dal Presidente uscente, ma ancora in carica, Donald Trump, prende d’assalto Capitol Hill, sede del Congresso e del Senato degli Stati Uniti d’America. Non è stato un bel vedere, considerato il ruolo di leader mondiale dell’America e la condizione di consolidata democrazia che contrassegna la storia americana. Il sistema ha retto l’urto e dopo 14 giorni, il 20/1/2021, si è insediato alla Casa Bianca il Presidente eletto Joe Biden che con immediatezza ha assunto importanti decisioni interne e internazionali;
  • dal primo gennaio 2021 è scattata la Brexit e, quindi, la Gran Bretagna è fuori dall’Unione Europea, con tutte le conseguenze che si ripercuotono sulla libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali. All’ultimo minuto è stato raggiunto un accordo tra i contendenti che dovrebbe rendere meno traumatico il vulnus che oggettivamente indebolisce sia l’Europa che la Gran Bretagna;
  • la pandemia da COVID-19 continua a generare i suoi effetti negativi in tutto il mondo con il suo carico nefasto di malattia, morti e gravi effetti sulla vita economica e sociale di miliardi di persone di ogni età e censo. Il vaccino per la cura del virus è arrivato, anche in tempi celeri, ma la sua produzione, distribuzione e somministrazione sta generando non poche criticità;
  • dopo mesi di fibrillazioni, il Governo italiano, il Conte 2, si è dimesso, aprendo formalmente una crisi dagli esiti incerti e con il rischio di aggravare una condizione del sistema Paese già molto critica, proprio quando vi è l’opportunità di avere a disposizione risorse ingenti (209 miliardi di euro) da parte dell’Unione Europea. Il PNRR, che è stato uno dei motivi di contrasto, viene approvato dal Consiglio dei Ministri il 12/1/2021 e trasmesso alle assemblee parlamentari;
  • a inizio anno, il Governo ha prorogato lo stato di emergenza sanitaria fino al 30/4/2021 e il 14/1/2021 è stato emanato l’ennesimo DPCM che dispiega i suoi effetti sino al 5/3/2021;
  • il funzionamento delle scuole, tra attività in presenza (poche) e a distanza (troppe), continua a essere altalenante e di fatto i ragazzi delle superiori hanno “perso” quasi per intero il primo quadrimestre dell’a.s. 2020/2021, dopo aver perso il secondo del precedente anno scolastico.

Per fortuna, la Legge di Bilancio 2021 è stata approvata in tempo utile per evitare l’esercizio provvisorio, anche se tempi e modalità di discussione del suo contenuto sono stati particolarmente compressi, generando osservazioni molte critiche da parte del Presidente del Senato della Repubblica e anche di alcuni esponenti della maggioranza che a fine dicembre ancora sosteneva il Governo.

Nella Legge di Bilancio 2021 sono presenti diversi contenuti, anche di rilievo, che riguardano l’istruzione, come ad esempio: le risorse per il contrasto alla povertà educativa, l’innovazione didattica e digitale, la formazione del personale docente impegnato con gli alunni disabili, l’acquisto e manutenzione di attrezzature e sussidi didattici in favore degli alunni disabili, la trasformazione a tempo pieno dei contratti di lavoro a tempo indeterminato degli ex LSU, la prosecuzione dei contratti degli assistenti tecnici nel primo ciclo e l’istituzione dell’organico degli stessi assistenti sempre nel primo ciclo a partire dall’a.s. 2021/2022, l’inserimento nelle graduatorie di merito (e ad esaurimento) di tutti i candidati che hanno superato le prove del concorso per Direttori SGA, la revisione dei limiti dimensionali delle scuole autonome ed altro ancora.

A inizio anno, con D.M. n. 2 del 4/1/2021, il Ministro Azzolina ha emanato l’atto di indirizzo politico istituzionale per il 2021, che contiene una significativa novità concernente la possibile definizione dell’area del c.d. middle management per alcuni docenti e, inevitabilmente, per i DSGA: categoria monocratica presente in ogni scuola, che deve ottenere un maggior riconoscimento sia giuridico che economico.

Mala tempora currunt: speriamo di uscirne presto e bene con il contributo costruttivo di tutti.

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