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Nel volgere di un tempo limitato, dai primi casi in Cina dello scorso mese di gennaio, a questi primi giorni di marzo 2020 siamo entrati in piena emergenza sanitaria per l’epidemia causata dal Coronavirus.

Per contrastare e contenere il contagio che si presenta a volte in forme anche letali, in assenza di cure scientificamente collaudate, le competenti autorità governative, ministeriali e territoriali hanno assunto a partire dal 23 febbraio u.s. una serie di provvedimenti urgenti che si sono rincorsi e sovrapposti generando anche una forse inevitabile confusione : Decreti legge, Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri , ordinanze ministeriali, regionali, comunali, direttive, circolari ecc.ecc.). In prima linea si trova il sistema sanitario nazionale che, pur con inevitabili difficoltà, sta

dimostrando tutto il valore di un servizio universale gratuito, grazie all’impegno, al sacrificio e alla professionalità dei medici e di tutte le professioni sanitarie. A queste donne e uomini che curano la nostra salute in condizioni ordinarie e in questa grave e inedita fase emergenziale va tutta la nostra solidarietà e il nostro grazie per sacrifici personali, e non solo, ove mettono a rischio anche la loro incolumità.

Era inevitabile che in tale situazione vi fossero delle ripercussioni anche sulle scuole, sul loro funzionamento, sugli alunni e le loro famiglie e sulle prestazioni lavorative di tutto il personale, nessuno escluso pur nelle distinte funzioni e responsabilità.

Le misure adottate nei diversi provvedimenti emanati, anche in modo differenziato per taluni territori soprattutto del nord Italia, hanno riguardato:

  • la chiusura delle scuole o la sospensione delle attività didattiche;
  • la sospensione delle gite scolastiche o delle uscite comunque denominate;
  • l’attivazione di modalità didattiche a distanza;
  • il ricorso anche semplificato al lavoro agile, con prestazioni lavorative che avvengono da remoto per l’intero orario settimanale o per alcuni periodi della settimana.

Tenendo conto dei decreti legge, dei Dpcm, delle ordinanze, delle direttive e delle circolari provenienti da diversi soggetti istituzionali, i due Dipartimenti del Ministero dell’Istruzione hanno emanato disposizioni applicative e indicazioni operative con le note n.278 e 279 del 6 e 8 marzo 2020 che riguardano sia gli uffici periferici del Ministero che le istituzioni scolastiche. In più passaggi delle citate note i Capi Dipartimento esprimono l’elogio a Dirigenti, Direttori e personale delle segreterie scolastiche per il lavoro encomiabile che stanno svolgendo in questo momento di gravi e del tutto nuove e imprevedibili difficoltà.

Le diverse situazioni che si presentono nelle scuole non sempre trovano risposta in puntuali norme e/o disposizioni e sarà inevitabile assumere decisioni che si rifanno in senso generale al complesso dell’ordinamento giuridico, anche per analogia. Quel che avviene anche in condizioni ordinarie è ancor più difficile nelle situazioni di emergenza e richiede a dirigenti scolastici e ai Direttori sga un grande equilibrio e senso della misura, con la consapevolezza che un eccesso di burocrazia e di formalismi porteranno più problemi che soluzioni.

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